Comunione o separazione dei beni: di cosa si tratta?

 Pubblicato: Nov 2, 2015

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La legge italiana prevede due diverse modalità di gestione dei propri beni, modalità che gli sposi hanno la facoltà di scegliere al momento della preparazione dei documenti per il matrimonio. In realtà una di queste due modalità scatta in modo del tutto automatico. Stiamo parlando della comunione dei beni che prevede che tutti i beni che sono stati acquistati dopo il matrimonio, sia che si tratti di una scelta fatta da entrambi i coniugi, sia che invece si tratti di una scelta fatta da un coniuge soltanto, appartengono allo sposo e alla sposa al 50%. Attenzione, stiamo parlando solo dei beni acquistati. I beni ricevuti in eredità o donati, quelli ad uso strettamente personale oppure lavorativo e i compensi che sono stati ottenuti a seguito di danni subiti non rientrano infatti nella comunione dei beni.

La separazione dei beni deve invece essere dichiarata prima delle nozze. Come è facile capire scegliendo questa modalità tutti i beni rimangono anche dopo le nozze di esclusiva proprietà dell'uno oppure dell'altro coniuge.

A prima vista la comunione dei beni può sembrare la via più giusta da percorrere, molti sposi infatti credono che optare per la separazione voglia dire non provare fiducia nei confronti dell'altro e avere paura che possa avvenire un divorzio, quasi insomma come se si trattasse di un accordo pre-matrimoniale. In realtà non è affatto così, la separazione dei beni è una scelta più che legittima in molte situazioni. Un esempio su tutti è sicuramente il caso di due coniugi che sono liberi professionisti, con la separazione dei beni sanno che saranno maggiormente tutelati nel caso uno dei due avesse cadesse in problemi finanziari.